Quando progettiamo una lounge, il divano non è semplicemente uno degli arredi da inserire nello spazio. Molto spesso è l’elemento da cui parte tutto il resto.
La sua posizione stabilisce dove ci si fermerà, verso cosa sarà orientato lo sguardo, quanto sarà naturale iniziare una conversazione e quali percorsi resteranno liberi intorno alla zona relax.
Per questo, quando scegliamo un divano dal catalogo ELE light, non guardiamo soltanto stile, colore o materiale. Guardiamo soprattutto la geometria che può generare e il tipo di relazione che può costruire tra le persone.
La lounge comincia dalle relazioni
Due divani possono occupare una superficie simile e produrre ambienti completamente differenti.
Se vengono disposti frontalmente, costruiscono uno spazio raccolto, nel quale le persone sono naturalmente portate a guardarsi e conversare. Se invece vengono orientati nella stessa direzione, la lounge può rivolgersi verso un palco, una presentazione, una vista o un elemento scenografico.
Anche la scala dell’arredo cambia il risultato. Un elemento compatto come il Divano Seattle permette, per esempio, di moltiplicare piccoli nuclei all’interno di uno spazio più grande, costruendo diverse aree di conversazione senza creare una presenza troppo invasiva.
Il punto quindi non è soltanto quante persone possiamo far sedere, ma come vogliamo metterle in relazione tra loro.
Seattle
Compatto e lineare, permette di costruire piccoli nuclei lounge all’interno di spazi più ampi.
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La ripetizione costruisce una geometria
La forma della lounge non nasce necessariamente da un unico elemento protagonista. Può essere costruita anche attraverso la ripetizione e la relazione tra più sedute.
Divani, chaise longue e pouf possono delimitare un’area senza bisogno di pareti o separazioni fisiche. Cambiando orientamento e distanza tra gli elementi possiamo creare un salotto più raccolto, lasciare un lato aperto verso il resto dell’evento oppure costruire più gruppi all’interno della stessa zona.
Il Divano Adelaide Bianco si presta bene a questo tipo di composizione. Utilizzato insieme agli altri elementi della stessa linea permette di lavorare su volumi coordinati, mantenendo un linguaggio comune anche quando la disposizione cambia.
La geometria, in questo caso, non dipende quindi dalla forma particolare del singolo divano, ma dal modo in cui più elementi vengono messi in relazione nello spazio.
Adelaide
Una seduta lineare che permette di costruire composizioni coordinate attraverso la relazione con gli altri elementi della linea.
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Definire una zona senza chiuderla
La geometria di una lounge non dipende soltanto da ciò che vediamo in pianta. Anche l’altezza degli arredi modifica profondamente la percezione dell’ambiente.
Una seduta bassa lascia attraversare lo spazio con lo sguardo e permette di distinguere una zona senza costruire una vera barriera visiva. In un evento questo può essere particolarmente utile quando vogliamo mantenere continuità tra ambienti differenti o preservare la vista verso il resto dell’allestimento.
Il Daybed Bianco, con il suo sviluppo fortemente orizzontale, può assumere proprio questa funzione. La sua presenza definisce una linea nello spazio, ma la ridotta altezza mantiene l’ambiente aperto.
La seduta diventa così una sorta di confine morbido: separa le funzioni senza separare realmente le persone.
Daybed Bianco
Una lunga linea di seduta che definisce lo spazio mantenendo aperta la percezione dell’ambiente.
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La distanza tra i divani è parte del progetto
La forma del divano, però, è soltanto una parte dell’equazione. A costruire davvero una lounge è il rapporto tra un elemento e l’altro.
Divani troppo distanti possono rendere meno naturale la conversazione; troppo vicini possono ridurre i passaggi e dare una sensazione di sovraffollamento. Anche tavolini, poltrone e pouf devono entrare nella composizione mantenendo il giusto equilibrio tra pieni e vuoti.
Per questo non partiamo mai soltanto dal numero di sedute da inserire. Partiamo dalle persone: da quante utilizzeranno quell’area, da come immaginiamo che si muovano e dal tipo di relazione che vogliamo favorire.
Una lounge non deve essere semplicemente piena. Deve essere leggibile, accessibile e naturale da utilizzare.
Dal divano alla composizione
È qui che il catalogo diventa uno strumento di progetto.
Un divano compatto può aiutarci a moltiplicare piccoli salotti. La ripetizione di più elementi può costruire una geometria e definire percorsi. Una seduta bassa e orizzontale può distinguere un’area mantenendo libera la visuale.
Prodotti diversi non rappresentano quindi soltanto alternative estetiche. Sono modi diversi di organizzare lo spazio e costruire relazioni.
Quando progettiamo una lounge, scegliere il divano significa anche decidere cosa dovrà accadere intorno a quel divano: dove ci si incontrerà, verso cosa si guarderà, quanto sarà facile entrare e uscire dal gruppo e quale rapporto quella zona avrà con il resto dell’evento.
È in questo passaggio che il singolo arredo smette di essere soltanto un prodotto del catalogo e diventa parte della geometria dell’allestimento.
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