Quando si progetta un allestimento, l’attenzione si concentra naturalmente su ciò che verrà inserito nello spazio: divani, poltrone, tavoli, sedute, banconi, elementi decorativi.
Ma una parte altrettanto importante del progetto riguarda ciò che si decide di non occupare.
La distanza tra due sedute, lo spazio davanti a un bancone, il passaggio tra una zona lounge e l’altra o l’area lasciata libera intorno a un elemento importante contribuiscono alla riuscita dell’allestimento tanto quanto gli arredi stessi.
Perché progettare non significa utilizzare ogni metro quadrato disponibile.
Significa trovare il giusto equilibrio tra pieni e vuoti.
In questo articolo


1. Il vuoto è parte dell’allestimento
Uno spazio ampio può far nascere immediatamente la tentazione di aggiungere elementi.
Un altro divano, qualche tavolino, più sedute: aumentare la quantità degli arredi sembra spesso il modo più semplice per valorizzare una superficie disponibile.
Non sempre, però, uno spazio più pieno è uno spazio meglio progettato.
Le aree lasciate libere permettono di distinguere le diverse funzioni, facilitano i movimenti e danno maggiore forza agli elementi presenti.
Il vuoto può separare due zone senza bisogno di utilizzare pareti o divisori. Può creare una pausa tra composizioni differenti oppure costruire una cornice intorno a un arredo particolarmente importante.
Non è quindi uno spazio inutilizzato.
È uno degli strumenti della progettazione.
2. Le distanze cambiano la percezione
Gli stessi arredi possono produrre risultati completamente diversi semplicemente modificando le distanze tra loro.
Un gruppo di poltrone molto ravvicinate crea un ambiente raccolto e favorisce la conversazione. Le stesse poltrone distribuite su una superficie più ampia comunicano una sensazione differente, più aperta e formale.
Lo stesso accade con tavoli, divani e complementi.
La distanza stabilisce visivamente se gli elementi appartengono alla stessa composizione oppure a zone differenti e influenza la percezione complessiva dell’ambiente.
Anche le proporzioni dello spazio contano.
In una grande area, elementi troppo distanti rischiano di perdere relazione tra loro. In una superficie più contenuta, un’eccessiva concentrazione di arredi può invece trasmettere immediatamente una sensazione di disordine.
Non esiste quindi una distanza valida in assoluto: deve essere valutata insieme alle dimensioni e alla funzione dello spazio.
3. Lasciare spazio alle persone
Tra un arredo e l’altro non passa soltanto lo sguardo.
Passano soprattutto le persone.
In un evento, gli ospiti si muovono continuamente: raggiungono il bar, prendono posto a un tavolo, si fermano a parlare, attraversano una lounge o si spostano da un ambiente all’altro.
Il progetto deve prevedere questi movimenti prima che avvengano.
Un tavolino posizionato troppo vicino a un divano può rendere scomodo sedersi. Sedute troppo ravvicinate possono ostacolare il passaggio. Un bancone può essere perfettamente proporzionato dal punto di vista estetico ma creare, davanti a sé, un punto di congestione.
Per questo il layout deve essere pensato anche immaginando lo spazio in movimento.
Un allestimento funziona non soltanto quando viene fotografato vuoto, ma soprattutto quando viene utilizzato.
4. Densità diverse per funzioni diverse
Non tutte le aree di un evento devono avere la stessa densità.
Una zona cocktail può prevedere una maggiore concentrazione di tavoli alti e punti d’appoggio, perché nasce per favorire incontri brevi e frequenti spostamenti.
Una lounge richiede invece maggiore respiro intorno alle sedute e deve consentire alle persone di fermarsi e conversare comodamente.
In un’area dining entrano in gioco altri elementi ancora: distanza tra i tavoli, passaggio degli ospiti e spazio necessario al personale di servizio.
Anche all’interno dello stesso evento possono quindi convivere zone più dense e altre volutamente più aperte.
Questa alternanza aiuta inoltre a rendere immediatamente leggibile lo spazio, senza dover spiegare quale funzione abbia ogni area.
5. Quando un arredo ha bisogno di spazio
Ci sono arredi che funzionano bene in gruppo e altri che acquistano forza proprio quando vengono lasciati respirare.
Un divano dalle dimensioni importanti, una poltrona dalla forma riconoscibile, un bancone custom o un elemento scenografico possono perdere parte del proprio impatto se circondati da troppi oggetti.
Lasciare spazio intorno a un elemento significa anche attribuirgli maggiore importanza.
È lo stesso principio per cui, in una composizione, non tutto può essere protagonista contemporaneamente.
Questo diventa particolarmente importante negli allestimenti in cui l’arredo contribuisce a costruire l’identità visiva dell’evento.
La scelta non riguarda quindi soltanto quale elemento utilizzare, ma anche quanto spazio concedergli per essere percepito correttamente.
6. Trovare il giusto equilibrio
Progettare i pieni e i vuoti significa lavorare su un equilibrio che cambia di volta in volta.
Dipende dalle dimensioni della location, dal numero degli ospiti, dal tipo di evento, dagli arredi scelti e dalle attività previste.
Un grande spazio non deve necessariamente essere riempito e uno spazio più piccolo non deve per forza rinunciare a una composizione articolata.
Ciò che conta è stabilire delle priorità.
Quali aree devono favorire la permanenza? Dove servirà maggiore libertà di movimento? Quali elementi devono emergere? Quali zone possono invece essere più raccolte?
Le risposte determinano il layout molto più della semplice superficie disponibile.
Perché il valore di un allestimento non si misura dal numero di elementi che riesce a contenere.
A volte è proprio lo spazio lasciato tra un arredo e l’altro a far percepire meglio tutto ciò che abbiamo scelto di inserire.
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